Fondo per la Sovranità Alimentare: sostegno alla filiera bovina 2025

È aperta dal 27 marzo al 30 aprile 2026 la possibilità di presentare domanda di aiuto a valere sul Fondo per la Sovranità Alimentare, uno strumento finalizzato a rafforzare la competitività e la stabilità della filiera delle carni bovine, valorizzando al contempo i sistemi produttivi nazionali e i modelli di qualità.

L’intervento riguarda in particolare due ambiti strategici: la linea “vacca-vitello”, e le produzioni certificate nell’ambito del Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia (SQNZ), nonché quelle riconosciute a marchio IGP.

Chi può accedere
Possono presentare domanda le aziende agricole che risultano iscritte alla CCIAA alla data del 26 marzo 2026 e che, secondo i dati presenti in BDN, sono detentrici di allevamenti di bovini da carne o a duplice attitudine (orientamento produttivo “carne” o “misto”).
Elemento centrale è la presenza in allevamento di capi che rientrino nelle tipologie ammissibili. In particolare:
vitelli allevati secondo la linea “vacca-vitello”, nati e allevati in Italia, di età compresa tra 6 e 24 mesi e presenti in stalla entro il 13 marzo 2026;
bovini allevati secondo disciplinari SQNZ o IGP, anch’essi nati e allevati in Italia, di età compresa tra 6 e 24 mesi al 31 dicembre 2025 e presenti in allevamento entro il 13 marzo 2026.

Il legame con la filiera
Il sostegno è strettamente connesso alla partecipazione attiva delle aziende all’interno della filiera. A tal fine, è richiesto che l’impresa:
• aderisca da almeno tre anni a una Organizzazione di produttori o a un Consorzio di tutela riconosciuto, oppure
• abbia sottoscritto, entro il 27 marzo 2026, un contratto di filiera di durata almeno triennale, direttamente o tramite forme associative (cooperative, consorzi, OP).
Questa impostazione rafforza l’obiettivo della misura: favorire rapporti strutturati tra produzione, trasformazione e commercializzazione, aumentando la capacità di programmazione e il valore riconosciuto agli allevatori.

Come vengono calcolati i capi ammissibili
Il numero di capi su cui viene riconosciuto il contributo non è automatico, ma viene determinato considerando il valore più basso tra:
• i capi oggetto di contratto di filiera;
• la consistenza aziendale risultante in BDN al 31 dicembre 2025.

Si tratta di un criterio volto a garantire coerenza tra l’impegno contrattuale e la reale consistenza dell’allevamento.
Entità dell’aiuto
Il sostegno economico varia in funzione della tipologia di allevamento:
100 euro per capo per i bovini allevati secondo la linea “vacca-vitello”, nati e allevati in Italia, con orientamento produttivo “carne” o “misto”, presenti in azienda al 13 marzo 2026 e di età compresa tra 6 e 24 mesi (alla data del 31 dicembre 2025);
40 euro per capo per i bovini allevati nell’ambito di disciplinari SQNZ o IGP, sempre nati e allevati in Italia e rientranti nelle tipologie produttive registrate in BDN (tra cui ingrasso e vitello a carne bianca), con i medesimi requisiti anagrafici e di presenza in allevamento.

Gli uffici CAA CIA sono a disposizione per eventuali ulteriori informazioni.

 

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