Piscine negli agriturismi

Piscine negli agriturismi: nuove misure di sicurezza e verifiche sugli impianti
Approvate nuove disposizioni sui sistemi di aspirazione. Per le strutture è importante verificare la conformità degli impianti e rafforzare l’informazione agli ospiti, con particolare attenzione ai minori.

Il Parlamento ha approvato definitivamente, il 29 luglio 2026, la conversione del decreto-legge n. 108/2026, introducendo specifiche misure per la sicurezza delle piscine, impianti pubblici e privati aperti al pubblico e ad uso collettivo.

Le novità del decreto Le nuove norme impongono che bocchettoni, griglie e sistemi di aspirazione siano progettati in modo da evitare il cosiddetto effetto ventosa nei confronti di ogni parte del corpo dei bagnanti, responsabile di alcuni dei più gravi incidenti avvenuti negli ultimi anni. La novità più importante riguarda i controlli: le piscine che non rispetteranno gli standard di sicurezza dovranno chiudere immediatamente fino alla messa a norma. Restano inoltre fermi tutti gli altri obblighi già previsti in materia di gestione, manutenzione e sicurezza degli impianti natatori. Per aiutare gli impianti pubblici a adeguarsi, il provvedimento prevede anche un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026. Tra i temi affrontati durante l’iter parlamentare è tornata anche la questione della cuffia obbligatoria per i minori di 16 anni. L’obbligo, inizialmente ipotizzato, non è stato inserito nella legge. Il Senato ha però approvato un ordine del giorno che invita il Governo a valutare l’introduzione della misura come ulteriore strumento di prevenzione, soprattutto per evitare il rischio di intrappolamento dei capelli nei sistemi di aspirazione.

Cosa devono fare gli agriturismi

In attesa di eventuali chiarimenti applicativi più dettagliati, gli agriturismi dotati di piscina sono invitati ad attivarsi tempestivamente, coinvolgendo il tecnico, l’installatore o il manutentore dell’impianto.

Informare gli ospiti e tutelare i minori

Accanto agli aspetti tecnici, rimane fondamentale adottare adeguate misure organizzative e fornire agli ospiti informazioni chiare sul corretto utilizzo della piscina. Tra le principali raccomandazioni rientrano il rispetto degli orari e delle regole della struttura, l’utilizzo di ausili al galleggiamento per chi non sa nuotare, la valutazione delle proprie condizioni di salute e l’individuazione preventiva dei dispositivi di salvataggio e dei punti di chiamata. Particolare attenzione deve essere riservata ai bambini. I minori devono essere sorvegliati costantemente da un adulto, anche quando si trovano nelle vicinanze della piscina e non sono ancora entrati in acqua. Smartphone, letture e conversazioni non devono distogliere l’attenzione di chi è incaricato della vigilanza. Con i bambini più piccoli e con chi non sa nuotare, l’adulto dovrebbe entrare in acqua e rimanere abbastanza vicino da poter intervenire immediatamente. La sorveglianza non deve mai essere affidata a un altro bambino.

Cuffia per i minori: non è un obbligo nazionale

Durante l’iter parlamentare era stata valutata anche l’introduzione dell’obbligo della cuffia per i minori di 16 anni. Tale obbligo non è stato inserito nella disposizione approvata. Il Senato ha tuttavia invitato il Governo a valutarne l’introduzione come ulteriore misura di prevenzione contro il rischio di intrappolamento dei capelli nei sistemi di aspirazione.

Gli agriturismi possono comunque prevedere l’utilizzo della cuffia nel proprio regolamento interno quale misura prudenziale, dandone preventiva e chiara comunicazione agli ospiti.

La sicurezza della piscina dipende quindi sia dalla conformità tecnica dell’impianto sia dalla corretta gestione degli spazi e dalla responsabilizzazione degli utenti. È importante che ogni struttura effettui le necessarie verifiche e renda ben visibili le raccomandazioni per un utilizzo sicuro e consapevole della piscina.

SCARICA QUI LE RACCOMANDAZIONI (VERSIONE IN ITALIANO e VERSIONE IN INGLESE)

 

Segue articolato approvato:

Articolo 4-bis. (Misure per la sicurezza nelle piscine) 1. Nelle piscine pubbliche o private destinate ad un’utenza pubblica, ivi comprese quelle ad uso collettivo, il sistema di ricircolo per la depurazione e, in particolare, le prese di aspirazione delle acque, quali griglie di fondo, bocchettoni od ogni altro materiale allo scopo utilizzato, devono garantire la sicurezza in maniera atta ad impedire fenomeni vorticosi di aspirazione a effetto di ventosa nei confronti di ogni parte del corpo dei bagnanti. 2. In caso di violazione di quanto stabilito al comma q è disposta la chiusura immediata dell’impianto fino all’adeguamento degli obblighi ivi previsti. 3. Restano fermi gli ulteriori obblighi e responsabilità previsti dalla normativa vigente in materia di sicurezza, gestione e manutenzione delle piscine e degli impianti natatori. 4. Per le spese sostenute per l’adeguamento dei sistemi di cui al comma 1 delle piscine pubbliche è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, un fondo con una dotazione di 4.725.000 euro per l’anno 2026. Al relativo onere, pari a 4.725.000 euro per l’anno 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2026-2028, nell’ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2026, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.