Smaltimento rifiuti in agricoltura

Aggiornamento importante

La legge finanziaria di fine 2025 ha introdotto rilevanti novità in materia di gestione dei rifiuti.

L’articolo pubblicato il mese scorso deve quindi essere integrato alla luce di una modifica di particolare importanza.

È stato infatti previsto che i soggetti che aderiscono a circuiti organizzati di raccolta, come quello operante in Trentino, non siano più tenuti all’iscrizione al RENTRI.

L’articolo 1, comma 789, dispone quanto segue:
Iscrizione al Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI)
«Viene disposta l’esclusione dall’obbligo di iscrizione al RENTRI dei produttori di rifiuti cui si applicano le disposizioni dell’articolo 190, commi 5 e 6, del decreto legislativo n. 152 del 2006 (Codice dell’ambiente); il riferimento è anche agli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile».

Siamo ancora in attesa di chiarimenti dal MASE per avere la corretta interpretazione della norma, che allo stato presenta profili di incertezza, poiché richiama contemporaneamente sia i “piccoli produttori” (individuati dalla normativa nei soggetti con volume d’affari non superiore a 8.000 euro) sia, più in generale, gli imprenditori agricoli ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile. In questo contesto, l’elemento discriminante per i produttori non rientranti nella soglia dei piccoli potrebbe essere rappresentato dal fatto che gli obblighi di tracciabilità risultano assolti tramite il conferimento a circuiti organizzati di raccolta.

In sostanza si torna a un impianto analogo a quello già vigente in passato: l’adesione a circuiti organizzati come quello che si attiva in Trentino consente l’esonero dalla registrazione sul portale RENTRI, così come avveniva precedentemente con il SISTRI.

Manca ancora un’ultima conferma da parte della struttura provinciale che chiarisca che anche i non soci del circuito della cooperazione siano compresi visto che il testo non condiziona l’esonero all’essere o meno associati.
Il sistema si è dimostrato virtuoso, capace di coniugare il corretto smaltimento dei rifiuti con procedure semplici e accessibili per le aziende agricole.

Questo modello trova oggi un riconoscimento normativo che valorizza una prassi già ampiamente collaudata sul territorio.