Virus Shamonda (SHAV): allerta negli allevamenti bovini di Trento e Bolzano

Il Ministero della Salute, in data 17/09/2026, ha diffuso una comunicazione sulla circolazione del virus Shamonda (SHAV) in Europa e in Italia, dopo che nel mese di agosto 2026 la presenza del virus è stata rilevata anche in allevamenti di vacche da latte delle province di Trento e Bolzano, oltre che in alcuni bovini introdotti in Italia dalla Francia.

Il virus Shamonda è un ortobunyavirus appartenente al sierogruppo Simbu, lo stesso gruppo di cui fa parte il virus della malattia di Schmallenberg (SBV). Individuato per la prima volta in Nigeria negli anni Sessanta e successivamente segnalato in alcune aree dell’Africa, dell’Australia e del Giappone, nell’estate 2026 il virus è stato rilevato per la prima volta in diversi Paesi dell’Europa centro-occidentale, tra cui Germania, Francia, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Liechtenstein e Austria.

Quali animali possono essere colpiti

I bovini sono considerati i principali ospiti del virus, ma SHAV è stato individuato anche in ovini, caprini, alpaca e cavalli.

La trasmissione avviene principalmente attraverso insetti vettori del genere Culicoides, gli stessi coinvolti nella diffusione della febbre catarrale ovina (Blue Tongue) e della malattia emorragica epizootica (EHD).

Attualmente non esistono prove di una significativa trasmissione diretta da
animale ad animale, ad eccezione della trasmissione verticale dalla madre al feto durante la gestazione.

Nessun rischio per l’uomo

Il Ministero precisa che il virus Shamonda non è trasmissibile all’uomo e non rappresenta quindi un rischio per la salute pubblica, in particolare per quanto riguarda il consumo di latte o carne.

Quali sono i principali sintomi

Nei bovini i sintomi finora descritti comprendono principalmente:

* febbre;
* diarrea;
* significativo calo della produzione di latte;
* eventi abortivi.

Nei piccoli ruminanti i sintomi sembrano generalmente più lievi rispetto a quelli osservati nei bovini.

Nel cavallo, invece, l’infezione può manifestarsi con una grave sintomatologia neurologica.

Nessun obbligo di notifica

L’infezione da virus Shamonda non rientra attualmente tra le malattie elencate dalla normativa dell’Unione europea in materia di sanità animale. Non è pertanto soggetta a obbligo di notifica né a specifiche misure ufficiali di sorveglianza e controllo.

Attualmente non esiste un vaccino contro SHAV.

Le misure di controllo più efficaci si basano sulla protezione degli allevamenti dagli insetti vettori al fine di ridurre il rischio di infezione (eliminazione dei siti di deposizione delle uova, quali effluenti liquidi e zone di acqua stagnante, disinfestazione dei mezzi di trasporto).

Cosa devono fare gli allevatori

Il Ministero raccomanda agli allevatori di prestare particolare attenzione alla comparsa di sintomi descritti (quali febbre, calo della produzione di latte, diarrea, aborto etc) soprattutto durante i periodi di maggiore attività degli insetti vettori.

In presenza di sintomi sospetti è opportuno contattare il proprio veterinario, che potrà valutare le eventuali terapie di supporto e gli approfondimenti diagnostici necessari.

Anche i veterinari liberi professionisti e i servizi veterinari pubblici sono invitati a considerare la possibile presenza del virus Shamonda nell’ambito della diagnosi differenziale.

Il Ministero della Salute sta continuando a seguire l’evoluzione della situazione insieme ai Centri di riferimento nazionali e alla rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Le indicazioni potranno pertanto essere aggiornate sulla base dei nuovi dati disponibili.