Domande fino al 31 ottobre 2026. Premio di 40.000 euro e nuove condizioni per ottenere la prima rata senza fideiussione.
Fino al 31 ottobre 2026 è aperto l’ultimo bando dell’intervento SRE01 dedicato all’insediamento dei giovani agricoltori in Provincia di Trento. Il sostegno prevede un premio complessivo di 40.000 euro e rappresenta un’opportunità importante per chi intende avviare o assumere la responsabilità di un’impresa agricola.
Possono accedere giovani tra 18 e 41 anni da compiere, che abbiano avviato l’attività agricola da non più di 24 mesi. Sede legale, fascicolo e centro aziendale devono essere in Provincia di Trento e il giovane deve esercitare l’effettivo controllo dell’impresa. Alla presentazione della domanda è richiesta una dimensione aziendale minima di 300 ore annue per ciascun giovane insediato.
Elemento centrale è il piano aziendale, che deve prevedere un percorso concreto di sviluppo e perseguire almeno due obiettivi tra sostenibilità economica, sicurezza sul lavoro, diversificazione, sostenibilità ambientale, utilizzo delle tecnologie digitali e sviluppo dei mercati. Gli investimenti devono essere congrui e significativi.
Entro tre anni dalla concessione, e comunque non oltre il 30 giugno 2029, il beneficiario deve completare il piano aziendale e raggiungere tutti i requisiti previsti: adeguata formazione agricola, dimensione minima dell’impresa pari a 2.080 ore annue (incrementata, nelle società, di 1.040 ore per ogni ulteriore socio impegnato in agricoltura), iscrizione alla prima sezione dell’APIA, iscrizione previdenziale come coltivatore diretto e qualifica di IAP.
Il premio è erogato in due rate: 30.000 euro dopo la concessione e 10.000 euro a saldo. Una novità introdotta dalla deliberazione provinciale n. 1109 del 17 luglio 2026 riguarda la prima rata: la fideiussione non è necessaria se, al momento della domanda di pagamento, il giovane ha già ottenuto la qualifica IAP anche provvisoria, ha raggiunto almeno 600 ore aziendali risultanti dal fascicolo aggiornato ed è agricoltore in attività. In mancanza di tutti questi requisiti, per ottenere la prima rata è richiesta una fideiussione bancaria o assicurativa.
La graduatoria considera diversi elementi, tra cui età, titolo di studio, creazione di una nuova azienda, certificazioni, localizzazione e settore produttivo prevalente.
Dopo la concessione, alcuni requisiti – tra cui il ruolo di capo azienda, l’iscrizione alla prima sezione APIA e la dimensione minima – devono essere mantenuti per almeno dieci anni.
L’avvio di una nuova azienda agricola richiede quindi una valutazione complessiva. Prima di aprire la partita IVA o costituire/modificare una società è opportuno verificare attentamente l’accesso al primo insediamento e coordinare il progetto con gli aspetti fiscali, previdenziali, contributivi, assicurativi e con le altre domande di sostegno eventualmente in corso.

Gli uffici del CAA CIA del Trentino sono a disposizione per verificare preventivamente i requisiti, valutare il progetto aziendale e accompagnare il giovane nelle diverse fasi della domanda.
| CONTATTI UFFICI CAA – Centro Assistenza Agricola
Trento: caa.trento@cia.tn.it – 0461 1730485 Cles: caa.cles@cia.tn.it – 0463 422140 Rovereto: caa.rovereto@cia.tn.it –0464 424931 Borgo: caa.borgo@cia.tn.it –0461 757417 |
AGGIORNAMENTI DI FEBBRAIO 2026 (e integrazione di maggio e agosto 2026)
Con il Decreto Ministeriale 23 dicembre 2025 è stato modificato in parte il Decreto Ministeriale del 6 settembre 2023, in attuazione del D.Lgs. 134/2022 , che introduceva l’obbligo di formazione per operatori, trasportatori e professionisti che operano con animali da reddito.
La formazione obbligatoria e continua si propone di approfondire le principali malattie animali, incluse quelle trasmissibili all’uomo, evidenziandone i rischi di diffusione, gli oneri ed obblighi degli operatori e dei professionisti degli animali con particolare riferimento agli obblighi di sorveglianza passiva, di notifica e di comunicazione. Saranno poi trattati gli argomenti relativi ai principi di biosicurezza, all’interazione tra sanità animale, benessere animale, alla salute umana, le buone prassi di allevamento e la resistenza ai trattamenti farmacologici, compresa quella antimicrobica.
Per gli operatori la durata del corso è di 18 ore e il termine per completare il primo percorso formativo è fissato al 31 dicembre 2026 per tutti coloro che erano già attivi alla data del 01 gennaio 2024.
Coloro che invece hanno iniziano o iniziano l’attività dopo il 1 gennaio 2024 devono completare il corso entro 24 mesi dall’avvio dell’attività.
Sono esentati da tale obbligo gli allevamenti familiari nel quale gli animali sono allevati esclusivamente per autoconsumo o uso domestico privato, senza alcuna attività commerciale.
L’allevamento familiare è previsto dal manuale operativo per equini, bovini, ovini e caprini, suini, pollame, conigli, apicoltura. Nello stesso stabilimento possono coesistere allevamenti familiari di più specie, ma per la stessa specie può essere presente un solo allevamento familiare e non possono coesistere allevamenti familiari ed ordinari.
Tale tipologia di allevamento è prevista solo per le seguenti specie e numero massimo di animali che possono essere detenuti contemporaneamente:
a) bovini: con un massimo di 3 capi da ingrasso e non adibiti alla riproduzione;
b) equini: con un massimo di 3 capi non destinati alla produzione di alimenti e non destinati alla riproduzione;
c) ovini e caprini: con un massimo di 9 capi, complessivi tra ovini e caprini;
d) suini: con un massimo di 4 capi da ingrasso, con esclusione di scrofe e verri;
e) pollame: con un massimo di 50 capi,
f) conigli: con un numero massimo di 20 fori nido e con un massimo di 50 capi di età superiore a 30 giorni;
g) api: con un numero massimo di 10 alveari.
In caso di società l’obbligo formativo è in capo al rappresentante legale, mentre in caso di ditte individuali l’obbligo ricade sul titolare. E’ possibile delegare formalmente all’adempimento dell’obbligo formativo una persona fisica incaricata nella gestione degli animali detenuti.
L’operatore che detiene animali appartenenti a gruppi di specie o specie diverse è tenuto a frequentare un programma formativo per ogni gruppo specie, fatte salve le aziende agrituristiche che allevano più specie di animali per le quali la formazione sarà svolta sulla specie prevalente.
I gruppi/specie sono:
– ungulati ( bovini, ovini, caprini, suini)
– pollame e altri volatili
– lagomorfi
– animali terrestri invertebrati inclusi gli animali di elicicoltura
– animali di apicoltura
– animali di acquacoltura
La formazione dovrà poi essere aggiornata. Gli operatori devono frequentare un corso di aggiornamento di sei ore ogni 5 anni.
Qui la piattaforma ufficiale di tutti i corsi disponibili https://pinfoa.izsler.it/
I soci CIA Trentino interessati a partecipare ai corsi online (e-learning), promossi dalla sede nazionale, possono contattarci allo 04611730489.
Il singolo corso ha un costo di 100 €.
I corsi a disposizione sono per operatori di: ovini&caprini, bovini, suini, avicoli, apicoltura, invertebrati, animali da compagnia, equini e lagomorfi.
Riportiamo una sintesi dei promemoria per gli allevamenti familiari di avicoli predisposti dal servizio veterinario ASUIT della PAT
DEFINIZIONE DI ALLEVAMENTO FAMILIARE
Attività di allevamento con massimo 50 capi detenuti contemporaneamente, nei quali gli animali sono allevati esclusivamente per autoconsumo o uso domestico privato, senza alcuna attività commerciale, fatto salvo la fornitura occasionale di piccoli quantitativi di uova direttamente al consumatore finale e senza cessione di animali se non per l’immediata macellazione (Reg. CE 852/2004, Decreto 11/12/2009).
Per “piccoli quantitativi” si intende un numero di uova inferiore al 50% della produzione annua. Per fornitura “diretta e occasionale” si intende la vendita esclusivamente presso l’allevamento, senza la presenza di cartelli che richiamino “vendita uova” o contenitori esterni all’abitazione/pollaio contenenti uova per la vendita a self service.
REGOLE DA SEGUIRE NELL’ALLEVAMENTO FAMILIARE
REGOLE DA SEGUIRE NELL’ALLEVAMENTO FAMILIARE PER LA VENDITA DI UOVA
Chi intende cedere piccoli quantitativi di uova, secondo le regole sopra riportate, dovrà rispettare le buone prassi igieniche di allevamento e controllare lo stato di salute delle galline. La Salmonella rappresenta uno dei principali agenti eziologici delle tossinfezioni alimentari associate al consumo di uova e ovo-prodotti, non opportunamente cotti. L’infezione può essere presente negli animali anche in assenza di sintomatologia clinica evidente e determinare la contaminazione delle uova, con conseguente rischio per la salute pubblica.
Considerato il potenziale rischio sanitario connesso all’utilizzo delle uova è opportuno adottare misure di gestione del rischio ispirate al principio di precauzione, al fine di garantire un elevato livello di tutela della salute del consumatore. Si raccomanda quindi:
– possedere ed applicare il Piano di Autocontrollo semplificato predisposto dal servizio veterinario* con l’esecuzione di almeno un campionamento annuale** per la ricerca delle Salmonelle.
– nell’attività agrituristica: predisporre e applicare procedure finalizzate a garantire un elevato livello di sicurezza alimentare nell’ambito delle attività di autocontrollo relative alla preparazione di alimenti destinati al consumatore finale.
| *PIANO DI AUTOCONTROLLO SEMPLIFICATO |
| È possibile richiedere il fac-simile di Piano semplificato per allevamenti familiari direttamente al Servizio veterinario dell’ASUIT o ai nostri uffici CIA. |
| **CAMPIONAMENTO E ANALISI |
| Il campionamento può essere concordato con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie – Sezione di Trento (invio di un pool di circa 150 g di feci fresche, che rappresentino tutto l’effettivo, oppure da feci prelevate con l’utilizzo di sovrascarpe) o con altro laboratorio accreditato. Ricordiamo che per i soci CIA sono attive convenzioni sia con Istituto Zooprofilattico sia con Bioanalisi Trentina per analisi e sistema di autocontrollo. |
Qualora invece l’allevatore volesse commercializzare le uova prodotte, senza vincoli, indipendentemente dal numero di animali allevati, dovrà presentare al Servizio veterinario la richiesta di registrazione in banca dati nazionale (BDN) come allevamento ordinario, osservare quanto previsto dal Piano Nazionale per il controllo delle salmonellosi e seguire le regole per l’aggiornamento della BDN (registrare accasamenti, mortalità, …), oltre alla notifica dell’attività di vendita uova attraverso il portale SUAP.
L’allevatore è tenuto a segnalare, al servizio veterinario competente, ogni caso anomalo di moria di animali ed eventuali esiti che confermino la presenza di salmonella nel pollaio.
La presente nota è redatta fatti salvi altri eventuali permessi/pareri di altri enti per la tutela urbana, ambientale (regolamenti comunali, …)
VEDI ANCHE CORSO ALLEVAMENTI AVICOLI
Produrre uova di qualità in montagna
dal 22 ottobre al 5 novembre 2026
Sono aperte le domande per accedere ai contributi del programma apistico 2026/2027 della Provincia autonoma di Trento.
Con la deliberazione n. 1186 del 3 agosto 2026 sono stati approvati i criteri del nuovo bando, che mette a disposizione complessivamente 273.746,14 euro per gli interventi nel settore dell’apicoltura. Le domande possono essere presentate dal 5 agosto e fino alle ore 13:00 del 30 settembre 2026.
L’apertura anticipata del bando rispetto agli anni scorsi offre alle aziende più tempo per programmare gli acquisti e consente di gestire con maggiore anticipo anche gli adempimenti collegati al fascicolo aziendale.
Chi può presentare domanda
Il bando è rivolto ad apicoltori, forme associate e organismi specializzati nella ricerca. Per gli apicoltori che intendono accedere alle misure di investimento è necessario avere un fascicolo aziendale aggiornato e validato nel 2026 prima della presentazione della domanda, essere titolari di partita IVA e di una PEC registrata nel fascicolo aziendale, essere in regola con la Banca Dati Apistica nazionale e avere effettuato il censimento annuale degli apiari nel periodo dal 1° novembre al 31 dicembre 2025, con almeno una unità di consistenza apistica denunciata.
Per le misure rivolte direttamente agli apicoltori il contributo è pari al 60% della spesa ammessa.
Le misure per gli apicoltori
Azione B1 – Arnie e dispositivi per la lotta alla varroa.
Sono finanziabili arnie dotate di fondo con rete antivarroa, sublimatori per acido ossalico ed evaporatori per acido formico. La spesa minima ammissibile per la domanda è pari a 1.000 euro, IVA esclusa; per queste tipologie il limite massimo di spesa ammissibile è pari a 10.000 euro. Il bando stabilisce inoltre specifici massimali unitari e limiti quantitativi in funzione della consistenza apistica.
Azione B3 – Ripopolamento del patrimonio apistico.
Sono ammessi l’acquisto di api regine, nuclei, famiglie di api e pacchi d’api, oltre a materiale per la conduzione dell’azienda apistica da riproduzione, come arniette di fecondazione, incubatrici, kit traslarvo e attrezzature per l’inseminazione artificiale. La spesa ammissibile va da un minimo di 1.000 a un massimo di 7.000 euro, IVA esclusa. Per gli investimenti in materiale da riproduzione è richiesta una consistenza di almeno 35 unità nel censimento 2025. Le api acquistate devono appartenere alle sottospecie Apis mellifera ligustica o Apis mellifera carnica e, per l’acquisto di materiale biologico, non sono ammesse le domande di apicoltori che abbiano venduto api nell’anno apistico 2026/2027.
Azione B4 – Attrezzature per il nomadismo.
Possono accedere gli apicoltori registrati in BDA come “NOMADI”, con almeno 20 unità di consistenza apistica nel censimento 2025 e che, nell’anno apistico 2026/2027, abbiano registrato almeno una movimentazione con causale “NOMADISMO” o “IMPOLLINAZIONE”. Sono finanziabili rimorchi non agricoli, supporti e cavalletti per le arnie, piattaforme di trasporto, gru e altri sistemi di sollevamento, oltre a sistemi di monitoraggio e controllo remoto.
Azione B5 – Attrezzature per lavorazione, conservazione e confezionamento.
Possono presentare domanda gli apicoltori con almeno 35 unità di consistenza apistica nel censimento 2025. Sono ammesse macchine e attrezzature per l’estrazione, la lavorazione, la conservazione e il confezionamento del miele e degli altri prodotti dell’alveare, nonché materiali e attrezzature finalizzati al miglioramento delle condizioni di lavoro in apiario e in laboratorio, compresi i DPI non monouso. La spesa ammissibile è compresa tra 1.000 e 20.000 euro, IVA esclusa.
Come si presenta la domanda
La domanda deve essere presentata esclusivamente online tramite SRTrento, direttamente dal beneficiario oppure tramite un CAA. La domanda deve essere firmata digitalmente dal titolare o dal legale rappresentante.
Alla domanda devono essere allegati, salvo i casi espressamente previsti, tre preventivi confrontabili, emessi da fornitori specializzati, indipendenti e in concorrenza tra loro. I preventivi devono essere firmati e timbrati dal fornitore, riportare data di emissione, periodo di validità e tutte le caratteristiche tecniche necessarie a verificare la conformità dei beni. Per il materiale biologico dell’Azione B3 è sufficiente un solo preventivo. La spesa ammissibile viene comunque determinata sulla base del preventivo di minore importo e il preventivo scelto dal beneficiario diventa vincolante per l’acquisto, salvo le limitate eccezioni previste dal bando.
Spese, pagamenti e CUP
In via ordinaria sono ammissibili le spese sostenute dopo la presentazione della domanda.. Le spese devono essere sostenute direttamente dal beneficiario e pagate esclusivamente tramite bonifico bancario dal conto corrente intestato al beneficiario.
Particolare attenzione deve essere riservata al CUP: per le spese sostenute prima della comunicazione di finanziabilità deve essere riportata sui giustificativi la dicitura prevista dal bando senza il codice; dopo la comunicazione di finanziabilità, fatture e giustificativi di pagamento devono riportare anche il CUP assegnato al progetto.
Rendicontazione entro il 30 giugno 2027
Gli investimenti devono essere completamente realizzati e pagati entro il 30 giugno 2027 e, entro la stessa data, deve essere presentata su SRTrento la domanda di pagamento. Non sono ammesse proroghe ai termini per il completamento delle operazioni e per la presentazione della domanda di pagamento. Alla rendicontazione devono essere allegati i giustificativi di spesa e di pagamento, la documentazione prevista per la specifica misura e le fotografie dei beni acquistati. Le attrezzature prive di numero di matricola o seriale devono essere identificate con un contrassegno indelebile secondo le indicazioni del bando prima del loro utilizzo e comunque prima della domanda di pagamento.
I beni materiali finanziati devono essere mantenuti in azienda per almeno tre anni dalla data di effettiva acquisizione; per il materiale biologico il vincolo è di un anno.
Nel caso in cui le risorse non siano sufficienti a coprire tutte le domande ammissibili, per le azioni rivolte agli apicoltori viene data priorità, secondo le regole specifiche di ciascuna misura, a chi non ha ottenuto il contributo sulla medesima Azione nell’anno apistico precedente, quindi alla maggiore consistenza apistica e, successivamente, alla minore età del richiedente.
Il CAA CIA del Trentino è a disposizione degli apicoltori per la verifica preventiva dei requisiti, l’aggiornamento del fascicolo aziendale e la predisposizione della domanda di contributo.
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Anche per il 2026 torna l’appuntamento con la dichiarazione annuale di giacenza dei prodotti vitivinicoli.
Entro il 10 settembre i soggetti interessati devono comunicare i quantitativi di vino e mosti detenuti alle ore 24.00 del 31 luglio 2026. La dichiarazione fotografa quindi le scorte presenti alla chiusura della campagna vitivinicola, indipendentemente dalle quantità disponibili al momento della compilazione.
Chi è obbligato a presentare la dichiarazione
Sono tenute alla presentazione tutte le persone fisiche o giuridiche e le associazioni di persone che, alla mezzanotte del 31 luglio, detengono vino, mosti di uve, mosti concentrati o mosti concentrati rettificati. L’obbligo sussiste quando sono presenti prodotti vitivinicoli in giacenza; è comunque possibile presentare la dichiarazione anche in assenza di quantitativi. I prodotti che alle ore 24.00 del 31 luglio risultano in viaggio devono essere dichiarati dal destinatario.
Chi è esonerato
Sono esonerati i consumatori privati e, nei limiti previsti dalla normativa, i rivenditori al minuto che esercitano la vendita diretta al consumatore di piccoli quantitativi. Sono inoltre esonerati i rivenditori al minuto che utilizzano cantine attrezzate per il magazzinaggio e il condizionamento di quantitativi di vino non superiori a 10 ettolitri.
Come si presenta la dichiarazione
La dichiarazione deve essere trasmessa in modalità telematica. L’azienda può rivolgersi a un Centro di Assistenza Agricola oppure presentarla direttamente nel SIAN come utente qualificato. In via facoltativa, per le aziende che utilizzano il registro telematico di cantina, è possibile predisporre la dichiarazione a partire dai dati del registro dopo la chiusura telematica della campagna vitivinicola, utilizzando i saldi contabili riferiti al 31 luglio.
Prima della presentazione il fascicolo aziendale deve inoltre essere aggiornato e validato per il 2026.
Quando l’impresa dispone di stabilimenti o depositi ubicati in comuni diversi, deve essere presentata una dichiarazione per ciascun comune in cui risultano prodotti in giacenza. Per le aziende che utilizzano facoltativamente i dati dei registri telematici di cantina valgono le specifiche modalità previste per ciascuno stabilimento o deposito.
Le dichiarazioni presentate oltre il termine sono soggette alle sanzioni previste per la ritardata presentazione. È quindi consigliabile verificare per tempo la propria posizione e predisporre i dati necessari senza attendere gli ultimi giorni.
Il CAA CIA del Trentino è a disposizione delle aziende per la verifica dell’obbligo, l’aggiornamento del fascicolo aziendale e la presentazione della dichiarazione di giacenza.
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AVVISO – COMUNE DI GARNIGA TERME
Raccolta di manifestazione di interesse per la gestione della struttura turistico-ricettiva denominata “Malga Albi” di proprietà comunale. Termine di presentazione entro le ore 12:00 del giorno 30/09/2026
Al seguente link è possibile consultare e scaricare l’avviso e la relativa modulistica (LINK AVVISO PUBBLICO MALGA ALBI CERCA IL SUO FUTURO GESTORE)
Per informazioni: Comune di Garniga Terme 0461 842295 segreteria@comune.garnigaterme.tn.it
AVVISO ASTA PUBBLICA – COMUNE DI TELVE
Avviso di asta pubblica per la concessione della p.ed. 1276 e pp.ff.1304/1, 1304/7, 1304/8, 1305/1 e 1305/7 in C.C. Telve di Sotto adibita a «agriturismo in malga Valsolero di Sopra» di proprietà del comune di Telve per le stagioni 2027 – 2032 con annessa attività di somministrazione di alimenti e bevande tipici sito in loc. Valsolero, in C.C. Telve di Sotto. Termine di presentazione dell’offerta ENTRO LE ORE 12.00 DEL GIORNO 31/08/2026.
Per informazioni: COMUNE DI TELVE P.zza Vecchia, 18 Tel. 0461/766054 e.mail : uff.segreteria.telve@comuni.infotn.it.tn.it
ASTE PUBBLICHE CONCLUSE
Con la deliberazione n. 1105 del 17 luglio 2026, la Giunta provinciale ha approvato il nuovo bando per la realizzazione e l’adeguamento delle infrastrutture forestali.
L’intervento punta a migliorare l’accessibilità e la gestione sostenibile dei boschi, favorendo lo svolgimento delle attività selvicolturali e silvo-pastorali, la sicurezza della viabilità e la capacità delle foreste di adattarsi ai cambiamenti climatici, agli eventi naturali estremi, ai parassiti e alle fitopatie.
Il sostegno viene concesso sotto forma di contributo in conto capitale pari al 65% della spesa riconosciuta ammissibile.
Le domande possono essere presentate dal 20 luglio al 30 settembre 2026.
I limiti di spesa sono differenziati in base alla tipologia di intervento:
| Tipologia di intervento | Spesa minima ammissibile | Spesa massima ammissibile |
| Viabilità forestale e silvo-pastorale | 40.000 € | 250.000 € per beneficiario |
| Adeguamento di piazzali forestali | 20.000 € | 60.000 € per beneficiario |
Possono accedere al contributo:
• i proprietari pubblici o privati di superfici forestali;
• le associazioni di proprietari forestali;
• i gestori di superfici a bosco.
Il richiedente deve disporre di un valido titolo di proprietà, possesso o disponibilità delle particelle interessate, tale da consentire il rispetto dei vincoli previsti dal finanziamento.
Sono finanziabili:
Adeguamento della viabilità esistente
Sono ammessi gli interventi di adeguamento o potenziamento della viabilità forestale e silvo-pastorale esistente e già classificata, purché producano un miglioramento significativo dell’intero tratto omogeneo in termini di sicurezza e tempi di percorrenza.
Nuova viabilità forestale
È finanziabile la costruzione di nuove strade forestali e silvo-pastorali, nonché il prolungamento della viabilità esistente per una lunghezza superiore a 300 metri.
Piazzali forestali
È ammesso l’adeguamento di piazzali forestali esistenti, purché collegati alla viabilità forestale camionabile o alla viabilità pubblica.
Le fatture devono essere intestate al beneficiario e pagate mediante bonifico bancario o postale oppure RIBA, utilizzando un conto corrente intestato al beneficiario e dedicato, anche in maniera non esclusiva, all’iniziativa.
Il Codice unico di progetto – CUP dovrà essere indicato nelle fatture e nei documenti di pagamento. La sua assenza può determinare l’inammissibilità della relativa spesa.
La domanda di saldo, completa della rendicontazione, deve essere presentata entro il 30 giugno 2029. Può essere concessa una prima proroga, adeguatamente motivata, fino a un anno.
Un’ulteriore proroga, sempre fino a un anno, può essere autorizzata esclusivamente per motivi non imputabili al beneficiario.
Gli uffici CAA CIA sono a disposizione per informazioni e per la predisposizione delle domande
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La Provincia autonoma di Trento ha aperto il nuovo bando dedicato alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti per la campagna 2026/2027.
L’intervento, approvato con la deliberazione della Giunta provinciale n. 960 del 25 giugno 2026, dispone di una dotazione complessiva di 1 milione e 450 mila euro e punta a sostenere il rinnovo degli impianti viticoli, migliorando la competitività delle aziende e favorendo una viticoltura sempre più razionale e sostenibile.
Le domande devono essere presentate attraverso il portale SRTrento entro le ore 12.00 dell’11 settembre 2026. Possono accedere al contributo le piccole e medie imprese agricole attive nel settore vitivinicolo, comprese le società agricole, le cooperative, i loro consorzi, le associazioni agrarie legalmente costituite e le associazioni riconosciute di produttori agricoli.
Il bando finanzia innanzitutto la riconversione varietale, vale a dire il reimpianto, sullo stesso terreno o su un altro appezzamento, di una varietà di vite diversa e ritenuta di maggiore interesse dal punto di vista enologico o commerciale.
È inoltre possibile richiedere il sostegno per la ristrutturazione del vigneto, quando l’impianto viene spostato in una posizione più favorevole sotto il profilo agronomico, climatico o economico, oppure quando il vigneto viene reimpiantato nella stessa particella modificando la forma di allevamento o il sesto d’impianto. Nel caso di un aumento della densità, il numero di ceppi per ettaro deve crescere almeno del 20%. Il cambio della forma di allevamento è invece ammesso solamente nel passaggio da una forma orizzontale a una verticale o viceversa: non è quindi sufficiente, ad esempio, passare da una pergola doppia a una pergola semplice.
Una particolare attenzione è riservata alla tutela delle varietà autoctone Nosiola e Groppello. Per queste due varietà è possibile ottenere il contributo per il rinnovo dell’impianto anche mantenendo invariati la forma di allevamento e il sesto d’impianto, con l’obiettivo di preservare il patrimonio viticolo locale e contrastare il rischio di erosione genetica.
La superficie minima interessata dalla domanda è normalmente pari a 2.000 mq, anche ottenuti sommando più unità vitate. Per gli impianti di Nosiola e Groppello la soglia è invece ridotta a 1.000 mq. I nuovi vigneti devono inoltre rispettare una densità minima di 3.800 ceppi per ettaro per gli impianti a spalliera e di 2.500 ceppi per ettaro per quelli a pergola.
Il contributo viene concesso in conto capitale ed è pari al 50% della spesa ammissibile, calcolata applicando i costi standard previsti dal bando alla superficie effettivamente realizzata. Gli importi variano in base alla forma di allevamento, alla densità dell’impianto e alla pendenza del terreno, con valori più elevati per i vigneti collocati in aree con pendenza superiore al 15% o al 30%.
La spesa massima ammissibile è fissata in 100.000 euro, per un contributo massimo concedibile di 50.000 euro. Possono essere riconosciuti anche i costi relativi all’estirpazione del vecchio vigneto e all’analisi del terreno. L’utilizzo di paleria o di altre strutture già esistenti è possibile, ma comporta una riduzione del costo standard riconosciuto, poiché il materiale usato non viene finanziato.
Prima di presentare la domanda è fondamentale verificare che i dati del vigneto siano correttamente registrati nel fascicolo aziendale e nello schedario viticolo, con particolare riferimento alla varietà, alla forma di allevamento, alla densità e alla superficie. Se l’azienda non è proprietaria dei terreni, è inoltre necessario allegare il consenso del proprietario, dei comproprietari o dell’usufruttuario.
Un aspetto da valutare con attenzione riguarda l’avvio dei lavori. Le spese sono infatti ammissibili solo se sostenute dopo la presentazione della domanda. L’estirpazione del vigneto potrà essere effettuata, di norma, soltanto dopo che saranno trascorsi 30 giorni dalla chiusura del bando, quindi dopo l’11 ottobre 2026, salvo che la Provincia abbia già concluso i controlli preliminari.
L’investimento dovrà essere completato entro il 31 dicembre 2027, termine entro il quale dovrà essere presentata anche la domanda di pagamento. Durante la realizzazione dell’intervento sarà importante conservare un’adeguata documentazione fotografica, comprese le immagini delle lavorazioni preparatorie e della rimozione delle vecchie strutture di sostegno. Al momento della liquidazione dovranno essere presentate anche almeno quattro fotografie georeferenziate del vigneto realizzato, le planimetrie, la certificazione sanitaria delle barbatelle e il riepilogo delle opere eseguite.
Particolare attenzione deve infine essere riservata alla corretta quantificazione della superficie inserita nella domanda. Se la superficie effettivamente realizzata risulta inferiore a quella approvata, il contributo può essere ridotto e, nei casi più rilevanti, possono essere applicate sanzioni fino alla perdita totale dell’aiuto. L’impianto finanziato dovrà inoltre mantenere la propria destinazione viticola per almeno dieci anni dalla presentazione della domanda di liquidazione finale.
Considerata la complessità degli adempimenti e la necessità di verificare preventivamente superfici, autorizzazioni e dati dello schedario viticolo, le aziende interessate sono invitate a rivolgersi con adeguato anticipo agli uffici del CAA CIA del Trentino, senza attendere gli ultimi giorni disponibili per la presentazione della domanda.
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Con l’entrata in vigore del Regolamento europeo n. 2026/471, il cosiddetto “Pacchetto vino”, sono state introdotte importanti novità nella gestione delle autorizzazioni per gli impianti viticoli. Tra queste vi è la possibilità, per i produttori che non intendono più utilizzare un’autorizzazione già assegnata, di comunicarne formalmente la rinuncia evitando le sanzioni previste in caso di mancato utilizzo.
Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha quindi attivato sul portale SIAN una specifica funzionalità attraverso la quale è possibile rinunciare alle autorizzazioni per nuovi impianti viticoli. La rinuncia può riguardare l’intera superficie concessa oppure solamente una parte di essa.
La nuova possibilità interessa i titolari di autorizzazioni rilasciate prima del 1° gennaio 2025. Per beneficiare dell’esclusione dalle sanzioni, la volontà di non utilizzare l’autorizzazione deve essere comunicata entro i termini previsti. In particolare, per le autorizzazioni rilasciate nel 2023 e in scadenza il 31 luglio 2026, la rinuncia deve essere presentata prima di tale data. La normativa individua comunque nel 31 dicembre 2026 il termine ultimo per l’applicazione di questa possibilità.
È importante sottolineare che, in assenza di una rinuncia presentata nei termini, l’autorizzazione continuerà a essere considerata destinata all’utilizzo da parte del titolare. Qualora alla scadenza la superficie autorizzata non venga effettivamente impiantata, potranno quindi trovare applicazione le sanzioni amministrative previste dalla normativa vigente.
La procedura offre pertanto alle aziende l’opportunità di verificare con attenzione la propria programmazione aziendale. Se un nuovo impianto non è più realizzabile, ad esempio per una modifica dei programmi produttivi, per la mancata disponibilità dei terreni o per difficoltà economiche e organizzative, è opportuno valutare tempestivamente la presentazione della rinuncia, senza attendere la scadenza dell’autorizzazione.
La rinuncia può essere effettuata direttamente dall’azienda attraverso il portale SIAN oppure con l’assistenza di un Centro di Assistenza Agricola.
Il nuovo regolamento ha inoltre modificato le scadenze delle autorizzazioni viticole. Le autorizzazioni sono ora valide fino all’ultimo giorno della terza campagna di commercializzazione successiva a quella nella quale sono state rilasciate, vale a dire fino al 31 luglio dell’anno di scadenza. Per le autorizzazioni relative ai nuovi impianti rimane confermata una durata di tre anni, mentre per quelle derivanti da reimpianto la validità è stata estesa a otto anni.
Considerata la rilevanza delle conseguenze in caso di mancato utilizzo, le aziende viticole sono invitate a controllare le autorizzazioni presenti nel proprio fascicolo e le relative date di scadenza. Chi non prevede di realizzare, in tutto o in parte, l’impianto autorizzato può rivolgersi agli uffici del CAA CIA del Trentino per verificare la propria posizione e presentare la rinuncia entro i termini previsti.
| CONTATTI UFFICI CAA – Centro Assistenza Agricola
Trento: caa.trento@cia.tn.it – 0461 1730485 Cles: caa.cles@cia.tn.it – 0463 422140 Rovereto: caa.rovereto@cia.tn.it –0464 424931 Borgo: caa.borgo@cia.tn.it –0461 757417 |
Il provvedimento, approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 922 del 19 giugno 2026, interviene a sostegno di un settore particolarmente importante per il territorio trentino, e in particolare per l’area dell’Alto Garda, dove l’olivicoltura rappresenta non solo una produzione agricola di qualità, ma anche un elemento caratterizzante del paesaggio e dell’economia locale.
L’annata 2025 è stata segnata da condizioni climatiche anomale, con precipitazioni fuori norma e temperature invernali non adeguate, che hanno inciso negativamente sull’impollinazione e favorito una maggiore pressione parassitaria.
Possono accedere all’indennizzo le imprese agricole operanti nel settore olivicolo che, al momento della presentazione della domanda, rispettano i requisiti previsti dal bando.
In particolare, l’azienda deve:
– essere in possesso di partita IVA;
– disporre di un indirizzo PEC;
– avere il fascicolo aziendale aggiornato e validato nel 2026 prima della presentazione della domanda;
– possedere almeno 3.000 mq di superficie coltivata ad olivo nel territorio della Provincia di Trento.
L’aiuto riguarda esclusivamente le superfici ad olivo ricadenti nel territorio provinciale.
L’indennizzo è calcolato sulla superficie coltivata ad olivo per la quale viene richiesto il contributo per un importo previsto pari a:
– 2.000 € per ettaro;
– 1.500 € per ettaro per le aziende che nel 2025 non hanno stipulato una polizza assicurativa a copertura della produzione olivicola.
L’importo massimo concedibile è pari a 15.000 € per beneficiario.
Nel caso in cui l’azienda abbia ricevuto un risarcimento assicurativo per le perdite subite, tale importo sarà detratto dall’indennizzo spettante. Il contributo è concesso in regime “de minimis” agricolo e non è cumulabile con altri aiuti pubblici concessi per le stesse finalità.
Le domande devono essere presentate online attraverso il sistema informativo agricolo provinciale SRTrento.
Il termine ultimo per la presentazione è fissato alle ore 13.00 del 24 agosto 2026.
In caso di risorse insufficienti rispetto al totale delle domande ammissibili, l’indennizzo sarà ridotto proporzionalmente per tutti i beneficiari.
Per informazioni e assistenza nella predisposizione della domanda è possibile rivolgersi agli uffici del CAA CIA del Trentino.